martedì 15 aprile 2014

CambiareVerso o CambiarePaese (nel senso di "andare via")?


Per recuperare un credito su fatture di 1.500€, oppure per avere la prova dell'insolvenza e passarlo in perdita nella contabilità, un imprenditore italiano deve ricorrere alla procedura esecutiva, chiedere l'emissione di un decreto ingiuntivo, notificarlo, registrarlo e poi eseguirlo.
Per il deposito del decreto occorre prioritariamente autenticare presso un notaio le scritture contabili con un costo che parte da 50,00€ a salire. Poi, nell'ordine, occorre:
- depositare il decreto ingiuntivo con il pagamento del contributo unificato di  42,50€27,00€;
- chiedere le copie del decreto in bollo da 16,00€ per ogni copia per notificarle al debitore;
- pagare la notifica con gli ufficiali o le spese di spedizioni postali;
-  se il decreto non verrà opposto, potrà richiedere la formula esecutiva previo pagamento di 400,00€ di registrazione all'Agenzia delle Entrate. E fin qui il malcapitato creditore, a conti fatti, deve pagare allo Stato circa 600,00€ per poterne recuperare 1.500€.
- dopodiché pregare e sperare che il debitore abbia un patrimonio aggredibile per recuperare il capitale originario, per coprire le spese pagate allo Stato ed anche per pagare il lavoro dell'avvocato incaricato.
- se però il debitore non paga e non ha un patrimonio aggredibile, il malcapitato creditore che volesse portare in perdita tale credito, come una corretta contabilità imporrebbe, dovrà comunque iniziare un'azione esecutiva con notifica di precetto e con la prova di avere escusso inutilmente il debitore.  Il tutto con un costo aggiuntivo di sole spese vive pari a  200,00€ oltre spese legali successive.


 
Ora, vabbè che vi daranno gli 80,00€ in più in busta paga e che hanno nominato tre donne ai vertici degli Enti Pubblici Economici, ma cambiare l'Italia per chi ci vive e prova a lavorarci e a viverci da cittadino contribuente, è davvero un'altra cosa...

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