sabato 5 aprile 2014

Ministra Boschi, si informi: la responsabilità è della classe politica

La Ministra Boschi dovrebbe sapere - e se non lo sa, lo impari e nel frattempo stia zitta - che l'immobilismo dell'Italia non é imputabile agli intellettuali e ai costituzionalisti, o a chi ha scelto la ricerca e lo studio come ragione di vita.
La responsabilitá é della classe politica che si è rivelata inadeguata, incompetente, incapace di esprimere un modello costituzionale compiuto, un'idea complessiva di Paese, ma molto brava a soddisfare i vizi propri, a curare il proprio interesse personale e per tale motivo, serva dell'industria speculativa e non di quella produttiva, prona ai poteri forti della chiesa, delle mafie, delle massonerie, che hanno consentito la loro permanenza in politica, la loro cristalizzazione al governo del Paese, in cambio di uno Stato subalterno. Senza considerare la soccombenza dei partiti dai ricatti dei sindacati datoriali, ma anche di quelli confederali, posti in essere non per la difesa della produzione o del lavoratore, ma per difendere posizioni di privilegio delle caste. Anche il suo Governo, quello  Renzi, é figlio di quel patto di subalternità.

http://www.facebook.com/fernanda.gigliotti.1


Per la Ministra Maria Elena Boschi, titolare del Dicastero atto alle riforme costituzionali ed ai rapporti con il Parlamento, il Governo deve proseguire sulla via delle riforme nonostante le critiche di alcuni costituzionalisti come Stefano Rodotà:
"Io temo che le continue prese di posizione dei professori abbiano bloccato un processo di riforma oggi non più rinviabile per il Paese - ha detto ad AGORA' la Boschi- "I dubbi di Rodotà sono legittimi, ma ci sono anche costituzionalisti a favore del progetto del Governo. I professori ostacolano le riforme da trent'anni".


http://video.repubblica.it/dossier/governo-renzi/riforme-boschi-i-professori-le-hanno-bloccate-negli-ultimi-30-anni/161564/160056
clicca sull'immagine per guardare
il video relativo all'intervento della Boschi
tratto dalla trasmissione
"Agorà"

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