venerdì 23 maggio 2014

Oggi come allora...

22 due anni fa ero laureanda in legge con tesi sperimentale in Diritto Costituzionale  - "Il metodo democratico nei e per i partiti politici" - Relatore Professore Ventura. Scuola di pensiero di riferimento Temistocle Martines.  Eravamo prossimi ad una Legge Elettorale Maggioritaria e stavamo sprofondando in Tangentopoli.
22 anni fa decisi, dopo che per troppi tempo  avevo posto inutilmente la questione morale all'interno del PSI, di mollare l'impegno politico e di dedicarmi alla professione forense. E così fu.
Oggi come 22 anni fa, dopo avere per tanti altri anni ancora ostinatamente cercato posto  la questione morale all'interno del PD,  denunciando la falsa agibilità democratica di cui ci siamo ammantati,  invocando una nuova idea di sviluppo economico per il Paese  ed una nuova legislazione elettorale che consentisse  una vera partecipazione democratica dei cittadini al governo del Paese,  e non la loro esclusiva  strumentalità alla legittimazione di un metodo che democratico non è.
Oggi come 22 anni fa prendo  atto che ho perso solo tempo,  che la politica non cambia perché gli italiani non sono cambiati e non hanno voglia di cambiare,  perché oggi come allora ognuno crede di avere una corsia preferenziale, un amico  cui rivolgersi per ottenere o mantenere un diritto che diventa privilegio, perché ognuno usa la politica e i partiti politici, come se fossero una scacchiera. L'importante è fare scacco matto.
E spesso chi  si accompagna con te, che notoriamente sei la rompiballe di turno, chi negli anni ha condiviso e denunciato con te imbrogli e imbroglioni,  lo fa e lo ha fatto  solo per alzare il prezzo,  per trovare migliore accoglienza nel momento del ritorno fra le braccia aperte dei padri e dei padrini politici che, come nelle migliori tradizioni,  uccideranno il vitello più grande per festeggiare  il ritorno all'ovile dei figlioli e delle figliole.
Perché la politica, il partito, le campagne elettorali, sono solo degli strumenti e delle occasioni catartiche nelle quale vendere cara la pelle.
Oggi come allora stiamo precipitando in una tangentopoli più grande, dove nessuno si salva,  dove anche le mafie arrivano  addirittura seconde alla cupola politica.
Oggi  Falcone, Morvillo, Borsellino e le loro scorte,   potrebbero amaramente convenire di non essere morti invano perché, almeno in Italia,  la criminalità mafiosa non è più al primo posto, non è quella che ci spaventa e ci deruba di più,  non è quella dalla quale dobbiamo difenderci ogni giorno anche nelle aule di Tribunale, non è quella che allontana gli investimenti stranieri dalla nostra economia.
E già, ne abbiamo fatta di strada in 22 anni.
Oggi l'EXPO di Milano ha ribadito, ove ve ne fosse bisogno,  di essere ostaggio, come tutte le grandi opere, della cupola politica, che se la intende legislativamente con le banche e con le grandi imprese,  che riciclano i soldi delle mafie, che garantiscono la rielezione della cupola politica.
Un cerchio perfetto.
Oggi la gestione del  territorio, dell'ambiente, dei servizi ai cittadini  è nelle mani della cupola politica che ha bloccato "con legge dello Stato"  i concorsi nella pubblica amministrazione e che ha assunto  e/o piazzato i propri clientes  e fiduciari nelle  società miste, delle consortili e dei consorzi di comuni, cui sono stati esternalizzati "con legge dello Stato e delle regioni",  i servizi essenziali dei cittadini.
La quadratura del cerchio.
Oggi la cupola politica, la grande impresa,  le bancaria,  tutte  in società con le mafie,  hanno derubato un territorio, alterando il mercato, affamando l'imprenditoria locale, mortificato il merito  e impedito  l'affermazione di un buon governo del territorio,  per garantire la loro sopravvivenza.
Oggi, è certo, Stato,  antistato e zona grigia, come se fossero un combinato disposto dello stesso Codice di Governo, si sono nutriti del nostro futuro avventandosi su di esso come corvi neri,  come su di un cadavere, un corpo morto che ha un valore, una funzione e che produce ricchezza e piacere solo nelle loro mani di  becchini e di necrofili.
Oggi come allora piango coloro che ci hanno creduto fino alla morte.
Oggi come allora  prendo atto di avere difeso una causa persa.
Oggi come allora ci riprovo, malgrado tutto, perché  anche io come loro sono una potenziale killer seriale:
tutti amiamo riproporre  sempre lo stesso schema, quello che ci è più congeniale,  ognuno nello stesso ruolo di sempre, recitando lo stesso copione,  e interpretando sempre la stessa  parte, quella che ti piaceva e che hai imparato da piccola e che sai ormai a memoria,  quella   che più ti si adatta per codice genetico,  formazione,  educazione,  famiglia.
Ognuno con le proprie ragioni e con il proprio scacco matto da segnare.

E così sia.

http://www.facebook.com/notes/fernanda-gigliotti/oggi-come-allora/10152142647191546
 

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